Il giudice, preso atto che il documento (in questo caso, una bozza di memoria difensiva) era un documento riservato, ne ha giustamente dedotto "che era necessario annullare il sequestro di tale documento, senza cancellare il verbale relativo allo svolgimento delle operazioni di visita". In passato, la Camera di commercio aveva deciso che, quando si sosteneva che i documenti sequestrati a uno studio legale erano coperti dal segreto d'ufficio, era necessario ordinarne la produzione, senza annullare il verbale redatto in tale occasione, soltanto l'eventuale sequestro e la restituzione (Com. 5 maggio 1998, n. 96-30.115, D. 1998. IR 140).

Nel caso di specie, il ricorrente ha fatto valere nel suo ricorso una violazione dell'art. L. 16 B del codice di procedura tributaria, affermando che "il sequestro di un documento protetto dal segreto d'ufficio comporta la nullità della relazione che ne riferisce le modalità e lo svolgimento". La Corte di Cassazione non ha adottato questo approccio.

Inoltre, nella sentenza del 26 giugno 2012, la Corte di Cassazione ritiene che nessuna disposizione dell'articolo L. 16 B del libro di procedura fiscale "non prevede la notifica e la consegna di copia del verbale e dell'inventario redatto al termine delle operazioni di accertamento e sequestro a pena di nullità". Esso precisa che "non è necessario inviare tali documenti con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno all'autore della presunta frode se quest'ultimo era presente o rappresentato a tali operazioni, al termine delle quali una copia è stata consegnata a se stesso o al suo rappresentante".

Maître Grégory Damy, Avvocato presso la legge di Nizza, Diritto tributario